Quant’è bella giovinezza con il Riso di Venere

nuovi mondi, Sana vita attiva — By Redazione on 22 settembre 2010 09:52

Il caratteristico colore nero è ciò che hanno in comune, ma per i mirtilli, frutto antiossidante per eccellenza, è giunta l’ora di cedere il primo posto al riso nero, nella classifica dei cibi anti-age. Il “sorpasso” è stato certificato da uno studio della Louisiana State University presentato al 240° Congresso dell’American Chemical Society (Acs) a Boston. Questa varietà di riso, conosciuta in occidente con il nome di “Riso di Venere”, era proibita nell’antica Cina, dove veniva chiamato “riso proibito”. I nobili, infatti, essendone grandi consumatori, ne avevano precluso l’uso al popolo.

In realtà questo alimento costituisce una fonte di benessere molto più economica dei costosi frutti di bosco, mirtilli e more in testa.“Solo un cucchiaio del suo involucro – spiega il capo della ricerca Zhimin Xu – contiene l’equivalente in antociani di un cucchiaio di mirtilli, ma con meno zuccheri, più fibra e vitamina E”.

Gli antociani sono dei pigmenti colorati che si trovano in alcuni fiori, in alcuni frutti e, in questo caso, alla crusca dei cereali cinesi. La loro caratteristica principale è quella di determinare il colore dei fiori e dei frutti in cui risiedono. I colori conferiti dagli antociani sono il rosso e il blu, a seconda del livello di Ph dell’ambiente in cui si trovano: se il Ph è basso prevale il rosso, se è alto prevale il blu. Ebbene, per l’organismo umano sono di grande utilità, in quanto svolgono la funzione di antiossidanti, preservandolo dalla degenerazione e dall’invecchiamento. In particolar modo sono utili per prevenire problemi che riguardano la circolazione, i capillari, le vene e ne trae beneficio persino chi vuole combattere la cellulite.

In oriente il Riso di Venere viene utilizzato come contorno o come guarnizione dei piatti principali come sushi o sashimi. Per chi volesse provare questa particolare varietà seguendo una ricetta più affine alla nostra cultura, dolce far nuoto consiglia di abbinarlo a zucchine e gamberetti. Durante la cottura fate attenzione, rimarrete estasiati dal profumo che sprigiona. Si tratta di un aroma dovuto alla presenza di sostanze chiamate “esteri” che, con l’aumento della temperatura evaporano dando origine ad un profumo che ricorda il pane appena sfornato o il legno di sandalo. Provare per credere!

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