Ed ora Alessia, guarda avanti!
sport pulito — By Redazione on 10 agosto 2010 18:32E’ delusa Alessia Filippi, che dopo l’eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, chiude in anticipo i suoi Europei a Budapest. Dopo quattro anni di prove trionfali, che le hanno portato un oro nei 400 misti, un argento olimpico negli 800 stile libero a Pechino e un oro mondiale nei 1500, conquistato proprio nella sua città, Roma, è arrivata una stagione nera. “Sono amareggiata. Non immaginavo di restare esclusa dalle semifinali – spiega la 23enne nuotatrice dell’ Aurelia Nuoto Unicusano – Sono partita convinta, come al solito, ma ai 150 metri ho accusato una flessione fisica evidente e ho perso fluidità e spinta. Per me è una sensazione inusuale che giustifico solo con la mancanza di allenamento dovuta al problema persistente alla spalla destra. Purtroppo – continua l’atleta romana – l’ultimo periodo di allenamento è stato condizionato da questa borsite con infiammazione e io, per rendere al massimo, ho bisogno di nuotare di più e con maggior ritmo. Abbiamo puntato tutto sui 200 dorso perché è una gara che necessita di carichi di lavoro più leggeri rispetto al fondo, ma non sono riuscita a ottimizzare il lavoro svolto nell’ultimo periodo”.
Una stagione transitoria per lei, dovuta alla brutta combinazione del rilassamento post-mondiale e l’infortunio: “Dopo il biennio che mi ha visto impegnata alle Olimpiadi di Pechino e ai Mondiali di Roma, ho ripreso ad allenarmi in ritardo, con ritmi molto blandi. Avevo bisogno di ricaricarmi, di recuperare le energie psico-fisiche. A gennaio, invece, sono tornata in acqua con la solita aggressività. Il lavoro andava bene, fino all’infortunio. Ora devo solo recuperare, risolvere questo problema e ricominciare”.
Consapevole della sua forma fisica non ottimale Alessia vuole ricominciare con la sua consueta determinazione: “Venire qui è stata una scommessa. Potevo tranquillamente stare a casa, a guardare le gare in televisione seduta sul divano. Invece ho scommesso su di me, almeno c’ho provato. Sono serena, anche se un po’ delusa. Ho affrontato molti cambiamenti anche sul piano personale, ho cominciato ad aprirmi al mondo in maniera diversa, più autonoma, ho preso coscienza di quanto sia forte come donna. Ed è cresciuta la mia autostima: se riuscirò a trasformarla in energia agonistica nel nuoto sarò un treno”.
Prima di decidere che ne sarà del suo futuro ha ben chiaro l’obiettivo: tornare subito a vincere. “La priorità è risolvere il problema alla spalla e ricominciare ad allenarmi con continuità, senza il timore di sentire dolore – conclude la nuotatrice – Poi dovrò affrontare la programmazione della prossima stagione. Il rapporto che mi lega a Cesare Butini è ottimo; è un grandissimo tecnico, una persona di famiglia che stimo e mi ha portato all’apice della carriera. Prima di decidere del mio futuro, ne discuteremo insieme ”.





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