Fiesole premia Axel e il suo coraggio

nuovi mondi, sport pulito — By Redazione on 23 luglio 2010 08:29

Ieri Fiesole ha deciso di rendere onore, con una targa che ne riconoscesse il valore, ad un nuotatore che in giugno, ai Campionati Italiani di Nuoto, ha vinto tre medaglie, due d’oro e una di bronzo. Questo campione si chiama Axel Belig, ha 16 anni e nella vita ha dovuto affrontare ostacoli ben più difficili di una semplice gara di nuoto. Axel è infatti affetto dalla sindrome di down e i Campionati in cui ha trionfato, organizzati dalla Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Razionale, sono stati il risultato di un lungo lavoro in piscina, iniziato a soli tre mesi di vita.

“Alla nascita il suo downismo era molto grave, aveva enormi difficoltà fisiche ma con l’impegno e il sacrificio ce l’ abbiamo fatta. Dopo anni di allenamenti – racconta Camilla, la madre del giovane atleta in un’ intervista rilasciata al Corriere Fiorentinooggi mio figlio è un ragazzo forte, come dimostrano le sue vittorie ma anche dal punto di vista mentale, capisce tutto ciò che gli diciamo. L’unica grande differenza rispetto ai suoi coetanei rimane a livello vocale: gli manca una corretta articolazione della parola”.

E’ stata proprio sua madre, una ex prima ballerina al Teatro Comunale di Firenze, a capire che lo sport avrebbe potuto aiutare Axel a relazionarsi meglio con le altre persone ma soprattutto a rinforzare il suo fisico: “Lessi un articolo su un ragazzo down che giocava a tennis. Mi si aprì un mondo – spiega con un sorriso sulle labbra – capii che potevamo farcela”. E così, a pochi mesi dalla nascita era già in piscina, dove fu subito chiaro a tutti che l’acqua era il suo elemento, perché se gli altri bambini piangevano spaventati, lui beato, si divertiva moltissimo.

“Il vero problema – continua Camilla – nacque quando decisi di insegnarli a nuotare. Tutti pensavano che i down in acqua debbano solo giocare, non sanno che possono nuotare normalmente”. A Prato nello Special Team di Antonio Venturi e Olivia Lombardi, Axel e i suoi genitori trovano finalmente l’occasione che aspettano. Il piccolo impara a nuotare e a mano a mano che cresce tutti si accorgono che diventa sempre più veloce. Inarrestabile. Fino al doppio oro italiano conquistato nelle sue specialità, stile libero e delfino, che se non possono permettergli di partecipare alla prossima Paraolimpiade di Londra, vista la giovane età, lo fanno comunque sognare per Rio de Janeiro, nel 2016.

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